Sapore di sassi. Dalla Puglia a Matera senza di voi

“Andiamo in Puglia quando gli altri non ci sono. In macchina, giù e ancora giù, fino al mare più blu. Trattiamo qualche giorno come un’isola e poi risaliamo e raggiungiamo i sassi. Compriamo il pane, quello vero, e torniamo a casa”.

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Perché Guccini è mio nonno. E di quelli come noi

Forse perché uno dei due non l’ho visto mai e perché l’altro non l’ho visto invecchiare, non mi ha vista crescere. O forse perché ricordo gli spalti e i chioschi, la scaletta e la camicia rossa, e l’urlo “Seduti!” a chi si alzava nel pubblico, rubando la vista a quelli dietro. Forse perché ha la barba, quella barba fitta da saggio a cui chiedi i tuoi perché.

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Il gelo di Idomeni. Vite sospese alla frontiera

Immagina un campo, una larga distesa di terra bruna, costellata di tende, lontana una briciola dal confine macedone, impigliata nel caos greco, battuta da un vento ancora invernale. Immagina così, perché questa è Idomeni, l’anticamera di un’Europa che non esiste. Io cerco i suoi spazi nel racconto di chi l’ha vista davvero, di chi ha preso il traghetto da Ancona e come volontaria ci si è trovata in mezzo. Con il corpo e con la testa.

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Storia di un ballerino involontario

(foto: The Forsythe Company)

5392600Un giorno d’inverno ho scoperto che esiste anche una danza involontaria. Che i muscoli possono cominciare a muoversi senza che il cervello lo comandi. A volte fluidi, proprio come in una coreografia, come negli spettacoli di danza contemporanea che è bello vedere a teatro e ripensarci per giorni. Altre volte i movimenti sono scattosi, piccoli segmenti non intenzionali. La testa che fa tic, il collo che fa tac, e le braccia che paiono rami ma si muovono senza vento.

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No, non è Venezia – viaggio a Chioggia e nelle piccole cose

ChioggiacanalePensavi fosse Venezia perché hai visto i canali, le bifore, quel rosso dei palazzi che in ogni altro posto stonerebbe come sangue e che lì, invece, ti ruba gli occhi. Pensavi fosse Venezia perché hai scorto la Laguna, arrivando, e prima ancora una campagna orizzontale e infinita.

Ma no. Non era lei. Rari come quadrifogli i turisti, diversa la parlata, che qui è proprio come l’imitazione di tuo fratello e a sentirla ti viene da ridere.

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La via del sale

Da Voci di Roma, La Stampa, 24/07/2014

La via del sale

Per chi vive nella Capitale la Via Salaria comincia a Piazza Fiume, costeggia Villa Ada, corre verso l’esterno e poi scompare, lasciando ai cittadini solo i disagi del traffico e dello smog, il problema della prostituzione da marciapiede, i cumuli di rifiuti. Eppure quel che oggi sembra essere solo la strada statale 4 corrisponde ancora, in molti tratti, a una delle più importanti vie consiliari dell’antica Roma.

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