La città delle buche che diventano voragini

“Ma mica è ‘na voraggine, è una buca”. Così aveva detto, 15 giorni fa, il dipendente del call center dal ciuffo improbabile e dal polpettone di lardo incollato al basso ventre. Aveva ragione: l’asfalto si era forato, ma poco, e aveva aperto un varco sulla strada, ma piccolo. Roba che si sistema in mezza giornata, come certi pianti del mercoledì mattina. Subito erano arrivati i vigili, non meno di quattro, tutti indaffarati all’inverosimile per deviare il traffico e bloccare la strada, quella strada dritta che porta alla stazione Tiburtina in un battito di ciglia.

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