Io e lei, l’arte di andare al mare peggio di Fantozzi

Questa storia comincia davanti a un aperitivo: “Domani vorrei andare al mare, andiamoci insieme, dai”. Dici così, e scopri che lei, di solito chiusa in un “ti faccio sapere”, non tanto per improrogabili impegni ma per tenersi stretto il lusso di dire no, ora è stranamente pronta.  “Va bene, domani va bene”. Ha ceduto, per sintetizzare, davanti a uno spicchio di pizza allo speck. La forza inestinguibile del cibo.

Continua a leggere “Io e lei, l’arte di andare al mare peggio di Fantozzi”

La città delle buche che diventano voragini

“Ma mica è ‘na voraggine, è una buca”. Così aveva detto, 15 giorni fa, il dipendente del call center dal ciuffo improbabile e dal polpettone di lardo incollato al basso ventre. Aveva ragione: l’asfalto si era forato, ma poco, e aveva aperto un varco sulla strada, ma piccolo. Roba che si sistema in mezza giornata, come certi pianti del mercoledì mattina. Subito erano arrivati i vigili, non meno di quattro, tutti indaffarati all’inverosimile per deviare il traffico e bloccare la strada, quella strada dritta che porta alla stazione Tiburtina in un battito di ciglia.

Continua a leggere “La città delle buche che diventano voragini”

Dai petali ai canguri alle delizie della sharing economy. Abbiamo perso le parole

Matteo (quello piccolo) assembla lettere e diventa famoso. E forse la sua parola esisteva già o forse no, ma poco importa. Il web è esploso come una bombola di gas e i frammenti dei petali hanno raggiunto ogni area semantica. Catapultati alla massima velocità, di tweet in tweet, di post in post, fino al biscotto inzupposo di Antonio Banderas e della sua gallina di famiglia.

Continua a leggere “Dai petali ai canguri alle delizie della sharing economy. Abbiamo perso le parole”