Umbria, Lazio e quasi Campania – schegge d’Italia in regionale

vecchi_per_manoI vicoli più belli sono in mattoni in faccia vista, vecchi di secoli e abitati da un’edera invadente. Ma ci sono anche quelli che sanno di piscio, con qualche gatto e un cassonetto a popolarli e tanto, troppo silenzio intorno. A Perugia li abbiamo cercati con cura, con pazienza e con la voglia di immortalarli in qualche scatto. E il sole non mancava e c’era pure quella iniziale primavera che profuma anche senza fiori sui davanzali, anche senza il tempo di godersela abbastanza.

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Storia di un ballerino involontario

(foto: The Forsythe Company)

5392600Un giorno d’inverno ho scoperto che esiste anche una danza involontaria. Che i muscoli possono cominciare a muoversi senza che il cervello lo comandi. A volte fluidi, proprio come in una coreografia, come negli spettacoli di danza contemporanea che è bello vedere a teatro e ripensarci per giorni. Altre volte i movimenti sono scattosi, piccoli segmenti non intenzionali. La testa che fa tic, il collo che fa tac, e le braccia che paiono rami ma si muovono senza vento.

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La Grecia a pezzi – o piccoli pezzi di Grecia

caposunio1Con la cornetta in mano e la voglia di sentir raccontare storie, incontro, un giorno, la Grecia a pezzi.

Una professoressa dalla voce altalenante, acuta, così insolita a ripensarci, mi descrive i suoi 28 mesi senza lavoro. Poi il ritorno ai banchi dell’università, un salario ridotto di quattro euro l’ora e quei giovani, i suoi ragazzi, che devono lavorare prima e dopo le lezioni. Prendono 200 euro al mese, mi spiega, e sono irrequieti, ansiosi, a tratti difficili da gestire.

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Lucio torna a casa

La prima cosa che vedo sono i fianchi dei colli euganei, morbidi come i fianchi di una donna. Non di quelle donne spigolose, troppo magre o troppo mascoline. Ma di quelle piene come la terra. I colli che arrivano dopo Bologna, dopo Ferrara, dopo Rovigo con la sua nebbia incessante. Mio padre li percorreva di notte, ai tempi delle guardie mediche. Io e i miei fratelli ce li godevamo di domenica: tempo di bigoli fatti in casa. Pasta veneta dei giorni speciali, ce la preparava la signora Antonietta.

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La via del sale

Da Voci di Roma, La Stampa, 24/07/2014

La via del sale

Per chi vive nella Capitale la Via Salaria comincia a Piazza Fiume, costeggia Villa Ada, corre verso l’esterno e poi scompare, lasciando ai cittadini solo i disagi del traffico e dello smog, il problema della prostituzione da marciapiede, i cumuli di rifiuti. Eppure quel che oggi sembra essere solo la strada statale 4 corrisponde ancora, in molti tratti, a una delle più importanti vie consiliari dell’antica Roma.

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2225 chilometri turchi

IMG_7793Una fitta nebbia copre Istanbul alle prime luci dell’alba. Quasi uno scherzo, per noi che vogliamo subito davanti agli occhi quello che abbiamo immaginato. Ed è un velo che non si dissolve fino alla mattina, quando arriviamo, stanchi, a Piazza Taksim. A vederla così, questa piazza addormentata tra la spazzatura, pare uno di quei luoghi insignificanti che si incontrano in qualsiasi città. Ma Taksim, con le sue proteste e la sua repressione, con il Parco Gezi a fianco, ha riportato la Turchia al centro del mondo per mesi.

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