Perché Guccini è mio nonno. E di quelli come noi

Forse perché uno dei due non l’ho visto mai e perché l’altro non l’ho visto invecchiare, non mi ha vista crescere. O forse perché ricordo gli spalti e i chioschi, la scaletta e la camicia rossa, e l’urlo “Seduti!” a chi si alzava nel pubblico, rubando la vista a quelli dietro. Forse perché ha la barba, quella barba fitta da saggio a cui chiedi i tuoi perché.

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Il gelo di Idomeni. Vite sospese alla frontiera

Immagina un campo, una larga distesa di terra bruna, costellata di tende, lontana una briciola dal confine macedone, impigliata nel caos greco, battuta da un vento ancora invernale. Immagina così, perché questa è Idomeni, l’anticamera di un’Europa che non esiste. Io cerco i suoi spazi nel racconto di chi l’ha vista davvero, di chi ha preso il traghetto da Ancona e come volontaria ci si è trovata in mezzo. Con il corpo e con la testa.

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In silenzio, per il tempo che serve

Sono felice che mi abbiano insegnato le parole, ma ancora di più il silenzio. Ché c’è tempo per tutto e anche per non dire niente, nel bene e nel male. Come quando torno al liceo e, passando davanti al laboratorio di chimica e alla rana in formalina, arrivo alle mie classi. Stesse piastrelle, stessi muri, ma qualche professore andato e certe facce tra i banchi che non conosco più.

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Sicilia. Giro d’isola in senso antiorario

GraniteIl signor Pino sta frullando un cocomero, ma tiene gli occhi ben aperti, che può sempre entrare qualcuno, amico o avventore. Ha due occhi azzurri come il mare, Pino, piccole pietruzze su un viso felice e bruciato dal sole. “Prego, cosa vi servo?”, chiede. E se lo ringrazi, ti ringrazia ancora di più. La sua gentilezza antica è il mio primo amore in Sicilia.

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Supersantos, pane e mortadella e latte di mandorla – A ognuno il suo mare

Izmir, Anna MadiaC’è un mare blu, uno azzurro e uno verde acqua. E poi quello viola, nostro, sempre battuto dal vento. Loro dicono che trovare un amico è così raro come un giorno senza vento a Catanzaro. Noi abbiamo imparato i detti come le spiagge, saggezza orale che non inganna quasi mai.

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Un giorno in famiglia: il contrario di un family day

CiliegioNelle domeniche d’estate ci si trovava in mutande sotto il ciliegio, nel giardino della nonna. Il pozzo, proprio a fianco al ciliegio, era il seggiolino dei più veloci. Gli altri cugini rimanevano in piedi, le mutande bianche prese in prestito nella lavanderia, a volte grandi da mostrare qualcosa, a volte vecchie a ricordare decenni andati.

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