Il tempo spremuto – cronaca (richiesta) di un’amicizia

Noi il tempo l’abbiamo sempre spremuto. Come arance in sacchetto, quelle che se provi a mangiarle a spicchi ti sporchi le mani e ti passa la voglia. Vanno spremute per forza, una dopo l’altra, quattro per fare un bicchiere. Se non le spremi e ti ostini a mangiarle le trovi cattive, non riesci a finirle.

Goccia dopo goccia è anche il nostro tempo. Ci piace studiarlo, scrutarlo, parlare di quelle disgraziate cose immobili che non cambiano mai.

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Illumina una piazza

IMG_9056A Piazza Indipendenza non vai perché vuoi andarci, vai perché passavi di lì. Lì, tra Termini e i militari di Castro Pretorio, solo l’ennesima stazione dopo la stazione, quella dove non ci si ferma. Scura anche di giorno, ci sosta tre secondi e mezzo il tuo autobus 310. Niente da guardare al finestrino: solo la scritta gialla del Corriere dello Sport e una targa dorata davanti al Consiglio Superiore della Magistratura. E poi c’è l’inizio di via dei Mille, “i Mille di Garibaldi”, come avvertiva il vigile di Carlo Verdone per aiutare un turista a trovare la via.

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Tango per due

Compagnia-di-Leonardo-Cuello-Collección-Tango-610x406Allo spettacolo ci arrivo con i piedi zuppi, dopo il temporale furibondo di Piazzale Flaminio. 1 ottobre, fermata del tram numero 2: sulla banchina solo americani scalzi, spagnoli poco vestiti e ragazzi pakistani impegnati a cercare acquirenti. Vendono ombrelli, uno piccolo cinque euro. I loro colleghi, a San Lorenzo, staranno camminando con un mazzo di rose in mano. Delicati come un petalo, com’è il regalo di un fiore, vivono grazie a economiche romanticherie.

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