Istantanea n. 2: Il piacere della colazione

breakfastSe non si è innamorati, è l’ultimo pensiero prima di andare a dormire e il primo al momento del risveglio. Sto parlando della colazione, delizia e certezza quotidiana. Concilia il sonno e addolcisce quel goffo allungarsi del braccio con cui zittiamo puntualmente la sveglia.

La prima regola è farla a casa. E non sto dicendo che non sia bello godersela al bar, tra un cornetto e un giornale (di carta). Ma se la si fa fuori dev’essere la seconda; dev’essere, cioè, preceduta da un’altra, casalinga e semplice come piace a noi.

Così, si comincia sempre da due occhi che faticano ancora ad aprirsi e si continua preparando una moka. I previdenti l’avranno sistemata sui fornelli la sera prima, tra le 23.11 e le 23.17. Ma noi no, noi non apparteniamo alla categoria e allora ci daremo da fare alle 7.10 circa e, date le manovre alquanto complesse, faremo cadere un po’ di polvere qua e là. Lei, di solito, pulisce subito, mentre lui lascia un sentiero a colorare la cucina.

Visto che parliamo di caffè, che non ci sia mai caffè senza latte. Questa, lo ammetto, per me è una regola di vita. Ma dovrebbe esserlo per tutti. Messi da parte i timori per la linea (la dieta a colazione è infermità mentale) e cancellate le paure infondate (che il latte faccia male non è affatto provato), potrete immergervi in una tazza grande quasi quanto una vasca. Per i più, la scelta sarà il classico mix, quel caffelatte che non stanca mai. Io, invece, voglio tenere distinti i sapori, il caffè bollente in una tazzina, il latte freddo per conto suo. E ovviamente bevo prima il caffè, che serve, poi il latte, che amo.

antica-cornetteriaMa arriviamo all’accompagnamento. Il cornetto può essere una cosa bellissima. Marmellata, crema, integrale al miele, l’importante è che sia fresco e fragrante. In giro circola certa plastica che piuttosto è meglio restare affamati.

Allora gnam. Se siete fuori casa, però, ottima scelta è anche la fetta di torta. Io, anzi, la preferisco. Dà più soddisfazione, ecco tutto, e si riesce perfino a immaginare una nonna, chiamiamola Giovanna e mettiamole in testa uno chignon, dedita alla preparazione. Si sente quasi l’amore, dietro le torte.

labellaelabestia5Un minuto di raccoglimento, invece, per quelli che la mattina bevono il thè. E mi perdonerà, se lo dico, la mia amica L., perché il thè, ebbene sì, mette tanta tristezza. Il fatto è… che è acqua. Usiamola pure nel tardo pomeriggio per riscaldare giornate freddine, ma non facciamone il primo pasto della giornata. E’ un po’ come organizzare il primo viaggio all’estero a San Marino.

Buona opzione, invece, lo yogurt, purché sia di qualità. E da questo punto di vista la selezione è attenta, quasi spietata. Per esempio, evitate qualsiasi tremenda creazione in cui al posto dello zucchero compaia l’aspartame. L’aspartame rovina tutto quel che incontra, un po’ come le cattive persone. Per non parlare dell’idea in sè: quelli che al bar chiedono il dolcificante fanno davvero ridere. Soprattutto se magri.

Molto meglio rinunciare allo zucchero. Un po’ di amarezza nella vita non fa mai male. Il thè amaro, però, mai. Costruirei un monumento per chi sa berlo con quell’espressione da gran degustatore. Mmmmm.

zaetiMa torniamo a fare sul serio. Da qualche parte, in Italia, un detto recita che lu pà fa sostanza. Verità inconfutabile e, allora, via libera con il pane, appunto, e con biscotti, fette biscottate e cereali. Diciamo subito che per i biscotti è giusto investire qualche domenica mattina. Impastocottura e poi il profumino riempirà la cucina raggiungendo l’intera casa. Vi convincerete così, grazie all’olfatto, che Banderas e la famiglia Mulino Bianco andrebbero relegati ai giorni normali.

Lunga vita, poi, ai cereali: ce ne sono per tutti i gusti e stilare una classifica è cosa dura. Difficile anche evitare di seminarli in giro per casa se, come me, ne avete fatto un appuntamento fisso delle 18 e li sgranocchiate qua e là, distrattamente. Le fette biscottate, invece, vanno apprezzate da seduti. E il piacere è anche prima del morso, quando ci si spalma sopra un po’ di marmellata, nutella o miele. Ecco, sbizzarriamoci. E non limitiamo troppo le dosi. Vorrei dirvi quanto (poco) dura nel mio frigorifero un vasetto di marmellata e che arma straordinaria è il cucchiaino, ma no, non lo farò.

JamsPreferisco aprire una parentesi: la marmellata è una cosa serissima. Io le dedico qualche mattina d’estate, vado in cerca di frutta e a caccia di vasetti e il risultato riempie mensole e credenze. Un piccolo business niente male, se non fosse che non viene distribuito nulla e che tutto resta a casa, nascosto e protetto. Solo agli amici speciali viene concesso qualche regalo. Ma sceglieteli bene, gli amici, e che sappiano apprezzare i gesti.

Altrimenti comprate. Purché non si tratti di finta frutta che della frutta vera non ha ombra né ricordo. E, quanto ai gusti, ricordate dalla vita che non si discutono.

Quel che si può fare con i gusti, invece, è ampliarli. Soprattutto in cucina, colazione inclusa. Quando viaggiamo dovremmo sempre provare molto, osare molto. Ecco, magari non le salsicce maleodoranti e i cetrioli che tocca vedere in qualche hotel. Qualche sapore che viene da lontano, però, si può sperimentare e perfino trovarlo piacevole. Penso a certi formaggi, alle uova, ai tortini salati. Terreni nei quali non avrei mai pensato di avventurarmi e che, invece, sarà assenza di alternative o sarà bontà, si sono rivelati un bel viaggio nel viaggio.

152-caffèAvremmo davvero finito ma c’è un ultimo piacere da nominare: la seconda colazione. Stiamo parlando di qualcosa che somiglia alla felicità a sorpresa. Un po’ come il saluto improvviso alla stazione o la parola perfetta al momento perfetto. Diamo, allora, prima di tutto un orario: le 11, 11.30 (c’è chi a quest’ora si alza dal letto ma noi no, noi siamo ben svegli e perfino stanchi). Quanto al menù, lasciamo che vari ma non dimentichiamoci mai il caffè. Possiamo anche aggiungere un piccolo ammazza-fame in caso di voragine (e lamenti) nello stomaco. Ottimo, per dire, un cubetto di cioccolato al sale. L’importante, in ogni caso, è ricordare di rilassarsi per cinque minuti: la seconda colazione non è solo cibo, serve a dirci che la giornata può ancora migliorare. Forza.

Il resto è tutto un susseguirsi di ore prima che il dolce pensiero ritorni. No, non dico che la vita ruoti intorno alla colazione. Ma, certo, tendo a distinguervi anche per come gestite il sacro pasto. Con chi beve un caffè in piedi e poi via dritto fino all’ora di pranzo, per esempio, un amore non sarebbe mai nato.

E, a proposito di questo, magari un giorno parleremo di quanto è bello, invece, fare colazione insieme per la prima volta. Scoprire lentamente, tra un cucchiaino e uno sguardo, tra latte bianco e caffè nero, chi abbiamo davanti.

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